Ombre scure le offuscavano gli occhi.
Un supporto per flebo era posizionato accanto alla sua sedia.
Rimasi immobile.
Una serie di domande mi assalirono tutte insieme.
Cosa le era successo?
Perché era lì?
Perché era sola?
Mi diressi verso La avvicinai lentamente, con le mani tremanti.
“Maya?”
Alzò lo sguardo all’improvviso.
Per un breve istante, lo shock le attraversò il viso stanco.
“Arjun…?”
Mi si strinse il petto.
“Cosa ti è successo?” chiesi in fretta. “Perché sei qui?”
Distolse subito lo sguardo.
“Niente”, sussurrò debolmente. “Solo degli esami.”
Mi sedetti accanto a lei e le presi delicatamente la mano.
Era gelida.
“Maya… non mentirmi.”
Deglutii a fatica.
“Vedo che non stai bene.”
Per diversi secondi rimase in silenzio.
Poi finalmente… iniziò a parlare.
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