«Dottore, siamo la sua famiglia», disse, quasi offesa. «Siamo qui per festeggiare…»
«Non è una richiesta», la interruppe dolcemente il dottore.
Seconda fessura.
Di quelle che non possiamo più ignorare.
Il sorriso di Sophia svanì per primo.
Poi la zia che teneva in mano un mazzo di fiori abbassò lentamente i fiori.
Diego esitò.
E per una frazione di secondo, qualcosa gli attraversò gli occhi. Non era preoccupazione.
Era paura.
Non per Allison.
Non per il bambino.
Per se stesso.
«Va bene», disse con voce calma. «Usciamo».
Si chinò per baciare la fronte di Allison.
«Probabilmente non è niente», mormorò.
Ma la sua voce non convinse nessuno.
Nemmeno lui stesso.
Uscirono lentamente dalla stanza.
La porta si chiuse.
E il silenzio che aveva invaso il corridoio si fece pesante.
Denso.
Opprimente.
Passarono cinque minuti.
Poi dieci.
Nessuno parlava più.
Le risate erano finite.
